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26 gennaio 2009


60.000, ed è solo l'inizio.

 "Il rischio che 60.000 lavoratori del comparto auto, in Italia, restino a casa, se non ci sarà un intervento del governo, è reale". Lo ha detto l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, a proposito dei timori espressi dai sindacati sull’occupazione del settore. Marchionne ha parlato entrando all’Unione Industriale dove si tiene la riunione del consiglio direttivo sulla crisi economica. (Il Giornale.it)

La realtà, purtroppo è questa e l’indotto negativo a questo impressionante numero è destinato a salire in modo esponenziale.

La Fiat, da parte sua, ha dimostrato di aver risolto tutti i suoi problemi ma di fronte ad un mercato che perde, nel suo settore, il 60% delle vendite non c’è altro tempo da perdere.

I sogni veltroniani del “green car” non servono di certo al risolvere il problema e neanche l’uso smodato, da parte dei politici, di auto prodotte in altri Paesi non aiuta di certo.

L’impegno deve essere forte ma si deve pensare soprattutto agli stabilimenti italiani che più di tutti hanno perso la produzione di modelli che "tirano" quali la Panda e la nuova 500.

I politici devono contribuire a rendere competitivo il costo del lavoro in Italia e quindi poter pretendere il rientro nel nostro paese di quelle produzioni che attualmente sono allocate all'estero come in Polonia e Turchia.

Per le vetture con motori alternativi ci deve essere un legame programmatico forte in quanto ormai il vecchio motore termico ha percorso il percorribile.

Speriamo vivamente che qualcuno grande inventore del social card che intendeva far piangere le banche ed i petrolieri si sia convinto che è giunta l’ora di far lacrimare anche questo settore trainante per il nostro paese.

adestra




permalink | inviato da adestra il 26/1/2009 alle 21:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
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