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13 ottobre 2010
Slot machine: la multa da 98 miliardi che nessuno intende riscuotere .

Ritorniamo dopo molti mesi su uno scandalo enorme che finalmente emerge nuovamente: lo scandalo delle slot machine.
Le società detentrici delle licenze, evadendo il fisco, avrebbero raggiunto la cifra iperbolica di ben 98 miliardi di multa.
La riscossione da parte dell’erario di una cifra di questa portata aiuterebbe in modo considerevole lo Stato a ridurre i tagli che il Ministro Tremonti, con la solita e inossidabile severità, ha effettuato per tentare di rimettere ordine sui nostri conti.
Ebbene, per salvare i soliti noti, che compaiono come protagonisti esterni nella bagarre politica di questi giorni, si è mosso il potere Amministrativo dello Stato, proprio quello che ogni giorno sostiene che certe misure non si possono prendere per mancanza di risorse, ma che poi depenna 97 miliardi a chi invece li deve.
Incredibile ma vero e quasi nessun quotidiano e meno che meno Il Giornale prende per le corna questo scandaloso episodio per informare l’opinione pubblica che contrariamente a questi iper evasori paga regolarmente le tasse.
Ma chi è sceso in campo per tentare di evitare la “tenaglia” delle tasse a questi evasori?
Tremonti stesso nominando una commissione tecnica con l’incarico di “rimodulare le multe in base a criteri di ragionevolezza”.
Ragionevolezza verso chi?
Verso, anche, la società Betplus che ha come azionista di maggioranza Francesco Corallo, il re dei casino di St. Lucia, ex rappresentante in Italia di Amedeo La Boccetta , fedelissimo del nostro Primo Ministro Berlusconi e come commercialista quel Walfenzao che risulta, guarda caso, anche amministratore di Printemps e Timara, le due società di Montecarlo dell’ex casa si An.
L’unica difesa ai nostri interessi di cittadini in crisi arriva dalla Procura che fa osservare come “non si può agire con severità nei confronti del comune cittadino e non fare altrettanto in questo caso. Non si può firmare un contratto con lo Stato pensando che le clausole liberamente firmate e sottoscritte siano una burla”.
Credo, come ho scritto più volte, che questo “sporco” episodio debba essere ripreso dai media almeno con lo stesso clamore con cui è stato descritto il caso Parmalat ma che, purtroppo, vede Calisto Tanzi ancora fuori dalle patrie galere.
adestra
| inviato da adestra il 13/10/2010 alle 9:17 | |
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