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Pacco e contropacco

 

La crisi che continua, imperterrita, ad attanagliare il nostro paese non poteva, di certo, essere risolta da un professore che pur qualificato che sia non è onnipotente e la disastrosa salita dello spread lo testimonia.

E questo è un pacco.

Ma il vero contro pacco è stato confezionato dai partiti che, per un interesse o per un altro hanno deciso di non mettersi in discussione per non perdere voti e hanno quindi abdicato a Monti la responsabilità di portarci in fondo al burrone.

Se la manovra fosse stata gestita dal Governo Berlusconi, il PdL avrebbe perso la poca credibilità che ancora aveva e la gente avrebbe iniziato a prendere, forse giustamente, a calci nel deretano tutti gli assoldati "peones" del Premier, nessuno escluso.

Se subentrava, magari con le elezioni anticipate, il PD, le pedate si sarebbero allargate anche a quell’area che è incapace, in assoluto, di prendere una minima decisione.

Con questo Governo, quindi, la politica ci ha guadagnato tutta.

La Lega, col fiato corto perché non più credibile agli occhi dei suoi si è messa all’opposizione facendo più casino possibile per dimostrare la propria contrarietà alla manovra “lacrime e sangue” indetta da Monti, facendo finta di non aver governato, per anni, con Berlusconi e di aver accettato di votare tutte le leggi ad personam contribuendo a mandarci dritti dritti nel baratro in cui stiamo precipitando.

Di Pietro, da buon contadinazzo prestato alla politica, si è messo di traverso ben consapevole di non rischiare nulla poiché la “maggioranza” per Monti è elevata e quindi facendo finta di essere all’opposizione cavalca, come la Lega, l’ondata del malcontento.

In pratica la politica ha abdicato, lo spread vola, le tasche si svuotano, le fabbriche stanno chiudendo senza che alla Casta, questa situazione che lei stessa ha creato, costi, una lira, pardon, allo stato, un euro.

adestra

Pubblicato il 27/12/2011 alle 13.22 nella rubrica Diario.

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